Installazione di un server DHCP su FreeBSD

Resta da creare il file /usr/local/etc/dhcpd.conf, che dovrà contenere le seguenti informazioni:

server-identifier dhcps.mio.dominio;
option domain-name “mio.dominio”;
option domain-name-servers dns.mio.dominio;
option time-servers time.mio.dominio;
option lpr-servers lpr.mio.dominio;
option netbios-name-servers nbns.mio.dominio;

ddns-update-style none;

subnet 192.168.42.0 netmask 255.255.255.0 {
range 192.168.42.200 192.168.42.253;
option routers 192.168.42.254;
option broadcast-address 192.168.42.255;
default-lease-time 600;
max-lease-time 86400;
host laptop1.mio.dominio {
hardware ethernet 0:60:8:44:e1:c7;
fixed-address 192.168.42.4;
option host-name “laptop1″;
}
host laptop2.mio.dominio {
hardware ethernet 0:c0:9f:52:d2:fb;
fixed-address 192.168.42.5;
option host-name “laptop2″;
}
}

In questa configurazione ho “battezzato” con il nome di dhcps il server DHCP, ovviamente nel mio dominio, ed ho impostato alcuni parametri comuni a tutto il dominio, come il nome del dominio stesso (mio.dominio), il nome del DNS, il nome del server NTP, di quello LPR e del name server NetBIOS.

Tutti questi nomi sono stati ovviamente inseriti nel mio DNS privato, che è autoritativo per la zona mio.dominio. Sempre a proposito di DNS, ho deciso di evitare l’aggiornamento dinamico del DNS, usando la direttiva “ddns-update-style none“, inserendo in maniera statica le entry per i vari client nel DNS. In altre parole, 192.168.42.200 corrisponde a dhcp00.mio.dominio, 192.168.42.201 a dhcp01.mio.dominio e così via.

Infine, ho dichiarato sulla mia subnet, di cui ho fornito l’indirizzo e la netmask, un range di indirizzi IP a disposizione del server. In altre parole, qualunque portatile venga connesso alla mia rete si ritroverà con uno di questo indirizzi assegnato a scelta del DHCP server. All’interno della definizione della rete, inoltre, vengono specificati quei parametri che dipendono dalla rete stessa, come il router, l’indirizzo di broadcast etc.

Da notare, infine, l’assegnazione di due indirizzi statici a due host (laptop1 e laptop2), imposti tramite l’utilizzo del MAC address. Questa configurazione può essere utile ad esempio nel caso in cui un firewall sia configurato in maniera particolare per un certo indirizzo IP, ma può essere apprezzata anche dai sistemisti di una rete aziendale che desiderino riconoscere senza problemi chi sta generando traffico in base all’indirizzo IP (vi ricordo che il MAC address non viene propagato dai router, ma solo dai bridge, quindi nella maggioranza dei casi due siti connessi tramite router non hanno accesso al MAC address che sta generando/ricevendo il traffico)

Con questo vi saluto, e vi auguro una felice configurazione ;-)

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